Renée Revah
TEHOM
14 maggio – 6 settembre 2026
Memoriale della Shoah di Milano
Un viaggio nell’abisso della memoria, dove l’assenza prende forma e il trauma si trasforma in immagine
Il Memoriale della Shoah di Milano presenta Tehom, mostra personale dell’artista Renée Revah, visitabile dal 14 maggio al 6 settembre 2026.
“Tehom”, parola ebraica biblica che significa “profondità primordiale”, dà forma a una discesa nella memoria ereditata e nel trauma della Shoah. Il progetto nasce dalla storia familiare dell’artista: nel 1943, i suoi parenti furono deportati da Salonicco ad Auschwitz e non fecero ritorno. L’unico sopravvissuto fu il nonno, Albert Revah, fuggito ad Atene, che fino alla fine della guerra attese invano il ritorno dei propri cari, preparandone il rientro senza mai trovare il coraggio di visitare i luoghi dello sterminio.
Attraverso fotografie, video e testi, Revah costruisce una narrazione visiva che segue le tracce della deportazione: dal vagone buio che condusse la sua famiglia ai campi, ai paesaggi di Birkenau, fino agli spazi interni di Auschwitz. La sua pratica non mira a ricostruire gli eventi, ma ad avvicinarsi a ciò che resta irrappresentabile, facendo emergere la memoria attraverso frammenti, silenzi e assenze.
Elemento centrale dell’opera è un tessuto bianco lavorato a maglia, cimelio di famiglia degli anni Quaranta, che attraversa l’intero progetto come filo narrativo e simbolico. Il tessuto assume forme e significati diversi: disteso nel vagone come invito alla presenza dei fantasmi, aggrovigliato tra i rami sopra il filo spinato, trasformato in impronta blu del mortale Zyklon B, fino a sprofondare nelle acque di un lago, dove si torce, galleggia e talvolta trascina un corpo nell’abisso.
L’acqua, elemento ricorrente nella ricerca di Revah, diventa spazio di introspezione e metamorfosi: un luogo in cui la memoria si dissolve e si ricompone, evocando al tempo stesso dispersione e sopravvivenza. Dal 2016, la fotografia subacquea è infatti al centro della sua pratica, contribuendo a definire un linguaggio visivo intimo e immersivo.
Nel corso del progetto, l’artista instaura un dialogo interiore con il nonno, condividendo immagini, pensieri ed emozioni. La sua narrazione si sviluppa a partire da una “memoria intermedia”, composta da racconti familiari e testimonianze indirette. Come una figura di meta-martirio, Revah trasforma il trauma ereditato in un percorso di purificazione che conduce a una possibile, fragile catarsi.
Come sottolinea Costis Antoniades, professore emerito di fotografia presso l’Università dell’Attica Occidentale, Tehom si configura come “una discesa nella memoria ereditata, dove l’assenza diventa ferita e punto di partenza”, affrontando la Shoah come un evento che resiste a ogni rappresentazione diretta.
Nata ad Atene, Renée Revah si è inizialmente formata come attrice prima di dedicarsi alla fotografia. Ha studiato alla Focus School of Photography e ha approfondito la propria ricerca attraverso seminari con Platon Rivellis e Simon Norfolk. Il suo lavoro, esposto in Grecia e a livello internazionale, include collaborazioni nel campo dell’immagine musicale e numerose partecipazioni a mostre e premi.
Tehom è stato presentato nel 2024 al Benaki Museum e nel 2025 alla Villa Kapantzi (MIET). La mostra al Memoriale della Shoah di Milano rappresenta una nuova tappa di questo progetto, che affronta i temi della memoria, del trauma e della trasmissione intergenerazionale.
Con un linguaggio fotografico sobrio e introspettivo, Revah costruisce immagini in cui l’assenza prende forma: interni vuoti, vagoni abbandonati, paesaggi sospesi. La luce e la materia sostituiscono la narrazione esplicita, permettendo alla memoria di emergere indirettamente.
Tehom non offre una risoluzione, ma propone un gesto silenzioso e necessario: portare con sé ciò che resta.
Temo inaugura giovedì 14 maggio, alle 18.00, alla presenza dell’artista e del curatore. Prenotazioni: eventi@memorialeshoah.it
In occasione della mostra, il Memoriale della Shoah di Milano ospita l’11 giugno 2026 alle ore 18.00 lo screening del documentario Tell Me del regista Nikos Megrelis. Il film si inserisce nel percorso espositivo come ulteriore riflessione sulla memoria e sulla trasmissione del trauma, ampliando il dialogo tra linguaggi visivi e narrazione personale. Prenotazioni: eventi@memorialeshoah.it

